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martedì 22 maggio 2012

AVVISI e segnalazioni

TERREMOTO E FUMETTI
È urgente segnalare che (come ci arriva adesso notizia e conferma):
«nonostante la grave situazione verificatasi in Emilia-Romagna all'indomani del terremoto che ha colpito la Bassa Modenese e Ferrarese la 48a Mostra mercato del Fumetto di Reggio Emilia si svolgerà regolarmente il prossimo sabato 26 maggio, dalle ore 9,30 alle ore 18, secondo il programma già annunciato.
La nostra Associazione intende esprimere la propria solidarietà ai cittadini e ai territori così crudelmente colpiti, nei propri affetti e nel proprio patrimonio, sia personale che collettivo; siamo certi che, passata l'emergenza, quelle frazioni e quei Comuni, con i loro abitanti, sapranno ricostruire nuovamente le condizioni di vita, di civiltà e di cultura che loro appartengono da secoli, anche grazie al sostegno che non verrà certo meno da parte del popolo italiano, che nelle sofferenze provocate dalle calamità ha sempre saputo dare il meglio di sé.
La zona di Reggio Emilia e i Comuni limitrofi - dove pure le scosse più forti si sono sentite, eccome! - non hanno fortunatamente subito danni, e non ci sono quindi problemi di nessun tipo relativi all'organizzazione della nostra Mostra».
Ce lo comunica Paolo Gallinari Presidente Anafi

A proposito del terremoto, ComicOut vorrebbe riunire i fumettisti per creare una raccolta fondi o qualche forma di aiuto agli sfollati. Che cosa si può fare?
Proviamo una vendita di originali? O non possiamo trovare un modo più immediato? Stampe firmate a pochissimi euro, ma da versare direttamente su un conto aiuti.
Attendiamo pareri... e collaborazione con autori, siti e case editrici.


TACCUINI e SGUARDI

Altra informazione, ben più lieve: ricordiamo che da giovedì sera (dopodomani) inizia lo stage di sketchbook a Napoli, voluto e ideato da Simonetta Capecchi, assieme a Cristine Peyron e Laura Scarpa. Disegnare la relatà, capire gli spazi, i frammenti e creare storie. (qui le info).


LETTORI & C.

Inoltre un link a un articolo/segnalazione di Giorgio Pezzin, sceneggiatore storico di Topolino e sdi avventure create assieme all'amico Giorgio Cavazzano, Pezzin è sempre più interessato ai nuovi mezzi di diffusione e di lettura del fumetto. Questo articolo ben si lega con i nostri precedenti, e segnaliamo anche questo del Corriere, sui lettori italiani. Sarà vero, meno di un libro pro capite? Che la lettura dei fumetti adulti sia in crescita lo è senz'altro, anche se le cifre restano basse, da zero,oooo1 si cresce facile ;) ma siamo contenti lo stesso! Articolo che fa il paio con questo, di Repubblica, sulle librerie, e che continua il discorso aperto e che riprenderemo.... ma librai e edicolanti, perché non ci scrivete qui? Parliamone assieme!

venerdì 18 maggio 2012

Lettere aperte e pasquinate - appendice con altro

Mi pare che poi alla fine, si discuta poco questo argomento. Come riguardasse librai ed edicolanti, come riguardasse distributori, ma non autori, editori, stampatori, lettori... cose tecniche? Di settore?
La vendita è di settore?
Certo. Anche scrivere lo è, o disegnare.
Di questi argomenti (la chiusura delle edicole, 10.000 negli ultimi anni) ha parlato Il Corriere qui.   Le notizie sono date in modo abastanza deforme per quanto apparentemente chiaro. La situazione è grave perché chiudono anche i distributori.  E stiamo ancora zitti? Non vogliamo vedere che cosa succede, e che cosa si può fare, non per salvare qualcosa di vecchio, ma per trasformare l'economia e la produzione di cultura.
Leggete e piangete e pensate.
E Pezzin, sceneggiatore storico di Topolino, tra le varie cose, scrive così nel suo blog qui.
Non c'è solo da piangere, evidente. Occorre fare e cambiare.
E intano andiamo avanti con cose da fare.

Domani e dopodomani (sabato e domenica),  a Genova c'è Smack! la mostra di fumetti al Porto Vecchio.
Sabato pomeriggio Laura Scarpa incontra lettori, dedica e parla con loro. Segue la premiazione del concorso EuHope.

Da venerdì a domenica prossima invece a Napoli, ci siamo a disegnar dal vero! Lo ripeto, trovate tutto qua se volete ancora iscrivervi, ultimi posti credo ci siano... 

La domenica 27 poi a Roma all'Auditorium, nientemeno che David Lloyd disegna e racconta che cosa sia fare fumetti.

Insomma 8 giorni di fumetto disegno cultura parole e immagini.
Per combattere la crisi? Per trovarsi e farci venire qualche idea?
Vi aggiorneremo, con Lloyd qualche idea c'è... chissà... :)

giovedì 10 maggio 2012

Lettere aperte e pasquinate (2)

Questo è il link, ma la lettera la copio tutta.

Gentilissimi editori, agenti e scrittori,
lo so, è venerdì, ormai la settimana è finita e tutti pensiamo al week end che arriva, al ponte del Primo Maggio, a tutto il resto. Però volevo dirvi una cosa.
Innanzitutto, per chi non mi conoscesse, sono Ciccio Rigoli, il libraio di Ultima Books. Vendo ebook, sapete, quella cosa che avete scoperto da qualche tempo e che adesso fate a gara a chi la conosce meglio, a chi la vende a meno, a chi è il più bravo. È giusto, sono d’accordo con voi, fate bene. È il mercato, ci siamo dentro tutti.
Volevo però dirvi una cosa, soprattutto a quelli più grandi che dovrebbero dare il buon esempio ai piccoli: la dovete finire con questi DRM.
Si, lo so, è una questione antica come il digitale, già le case discografiche ci hanno provato e come è andata a finire lo sappiamo tutti. Però la questione stavolta non è romantica, non riguarda la cultura come bene condiviso di tutti o altro. Si tratta proprio di una questione di soldi.
Gentili editori, agenti e scrittori, io per colpa dei DRM sto perdendo dei soldi, lo sapevate? Bene, ora lo sapete.
Come faccio a perderli? Beh, semplicissimo. Cerco di spiegarvelo in poche righe.
Li perdo ogni volta che devo stare al telefono per delle mezz’ore con la gentilissima signora di 50/60/70 anni che non riesce ad autorizzare il suo ereader. Oppure con lo stimato professionista che non capisce (giustamente) perché deve scaricare un altro programma e dare tutti i suoi dati ad Adobe per poter autorizzare il computer e quindi acquisire la licenza per scaricare il libro che ha regolarmente pagato. Non avete capito cosa ho detto? Bene, vuol dire che non avete mai acquistato un libro con DRM.
Li perdo quando devo riaccreditare, perché il cliente ha sempre ragione, dei soldi al gentilissimo lettore che, per qualsiasi motivo, ha sbagliato a scaricare il libro e quindi non riesce a leggerlo, oppure l’ha scaricato per più di 5 volte e quindi non lo può più scaricare (che poi anche questa procedura dovreste spiegarmela). Oppure perdo soldi quando un possessore di tablet Android decide di non comprare mai più un ebook perché ha perso un sacco di tempo a scaricare un libro con Aldiko Reader, utilizzando una procedura assurda che, se non la conoscete, vuol dire che non avete mai provato a scaricare un libro con un tablet Android.
Perdo soldi quando un cliente dice: “Ma posso leggere questo libro sul mio Kindle?” e io devo rispondere: “Purtroppo no, i libri in ePub oppure PDF con DRM non possono essere convertiti e quindi letti su Kindle” e da allora in poi quella stessa persona comprerà per comodità soltanto su Amazon, anche se magari vorrebbe venire dal suo libraio di fiducia, che poi sarei io.
Perdo soldi quando il cliente, dopo aver provato a scaricare e non esserci riuscito, cerca il libro gratuitamente su qualche sito pirata, come lo chiamate voi, e scopre che magari gli conviene non dover spendere soldi per qualcosa che potrebbe avere gratuitamente e in maniera più semplice.
Non so se avete notato, cari editori, agenti e scrittori, ma qua tra l’altro non sono solo io a perderci soldi. Se non sbaglio, anche voi ne state perdendo una palata.
Eh, ma come facciamo a proteggere il nostro prodotto?”, potreste chiedermi voi. Vi ricordate la pubblicità dei cancelli elettrici, quella che girava fino a qualche anno fa? Quella con il leone? Quella del cancello in mezzo al deserto? Bene, il vostro DRM è come quel cancello in mezzo al deserto: se uno ha la chiave, passa dal cancello, ma tutti gli altri possono passare tranquillamente dai lati. Spero che abbiate apprezzato la sottile metafora.
Lo sapete meglio di me che a spaccare un DRM ci vogliono circa 25 secondi, o anche meno
Quindi, o vi fate un ragionamento oppure da ora in poi, ogni volta che ci perderò dei soldi nel non vendere un libro, nel vedere il mio cliente che se ne va su Amazon oppure su un sito pirata, ogni volta che dovrò stare al telefono oltre 2 ore al giorno a spiegare come si fa, oppure dovrò rispondere a 50 mail al giorno che chiedono aiuto sui DRM, sappiate che vi manderò una bella mail dicendovi: “Egregio editore, agente o scrittore, sappiate che mi dovete TOT soldi”. Ovviamente continuerò a vendere gli ebook con DRM, continuerò a spiegare con pazienza come si utilizzano e perché vengono messi sui libri, però non mi pare giusto che in tutta questa storia sia solo io a rimetterci. Se non volete sentire le ragioni del cuore, sentite almeno quelle del portafoglio.
C’è un editore in Italia, non vi dico chi è ma dovreste arrivarci da soli, che vende libri a un prezzo equo e senza DRM, ed è praticamente sempre in cima alle classifiche di vendite. E probabilmente vende più di voi. Vi dice qualcosa tutto questo?
Ovviamente sono pronto a rimangiarmi tutto quello che ho detto se riuscite a dimostrarmi, con cognizione di causa, che i DRM hanno un’utilità che io non riesco a trovare.
Vi ringrazio per l’attenzione,
Cordiali saluti
Ciccio Rigoli, il libraio di Ultima Books
PS: se qualcuno volesse firmare questo appello, basta che lo dica nei commenti.

Questa lettera forse è un poco tecnica, ma penso che la maggior parte di voi la capirà. 
Il DRM è Digital Rights Management, il cui significato letterale è "gestione dei diritti digitali", cioè i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari dei diritti connessi all'opera possono esercitare ed amministrare tali diritti nell'ambiente digitale e rendere protette e tracciabili le opere di cui detengono i diritti.

La protezione serve? Molto poco. Sul dritto d'autore e anche sulla previsione che sparirà del tutto, si sono scatenati in molti. Vedremo che cosa succederà. Teorizzare va bene, ma conviene anche procedere col presente che cambia. D'altra parte c'è chi scansione e mette in rete il cartaceo.
Dunque sono altri i modi con cui affrontare le nuove leggi che detta il digitale e l'editoria digitale. Un'editoria più anarchica e libertaria, ma non un casino in rete.
Come ci si passava i giornaletti da ragazzini, molti libri saranno più volatili. Ma anche più economici.  Potremmo forse tornare  aleggere di più?

Il punto per cui ho copiato questa mail (e sul blog potete essere solidali e "firmare") è che pur così diversa da quella postata l'altro giorno, è la dimostrazione che sia nel digitale che nel cartaceo, non stiamo riuscendo ad affrontare cambiamenti e novità, ma anche crisi.
Ci difendiamo con unghie e denti, senza accorgerci che facilmente si spezzano su sbarre di ferro.Che serve altro che unghie...
L'edicola è in crisi? Si difende l'ultimo passaggio, immaginando di salvarla, e si creano invece dolori per tutti, ovviamente (cfr il post precedente).
L'editoria cartacea sta trovandosi davanti un grande ostacolo, così diverso, un nuovo continente con nuove leggi, un'invasione di marziani sulla terra? Usa per lo spazio le stesse armi che usa per guerre di terra: usa trincee, contro la bomba atomica. 

Oggi che va tanto di moda la cultura orientale non abbiamo ancora capito che per sconfiggere il nemico, la difficoltà, occorre accompagnare il suo movimento e usare la sua forza per vincerla. 



Le difficoltà si superano se collaboriamo, e se usiamo le loro energie e prospettive pervolgerle a nostro (di tutti, non dell'editore contro il lettore, dell'autore contro il distributoere ecce ecc) favore.
I cambiamenti fanno anche bene. Se asappiamo allearci con i marziani, per non essere schiacciati da qualcosa che ci è alineo.


martedì 8 maggio 2012

LETTERE aperte e pasquinate (1)

Ieri ho ricevuto una lettera. L'ho ricevuta in quanto editore (con Scuola di Fumetto) distribuito in edicola. 
È una lettera un poco tecnica e così sottolineerò in grassetto le parti fondamentali, che servono a capire il succo. E la lettera era inviata a noi editori di prodotti da edicola, per conoscenza, (non si rivolge agli editori ma a sindacati e aziende e distributori
FENAGI-CONFESERCENTI SINAGI CGIL   SNAG NAZIONALE UILTUCS   USIAGI-UGL   A.D.N.      ANADIS      NDM      ANES     FIEG    USPI AZIENDA EDICOLA    NUOVE DALL’EDICOLA   PRIMA COMUNICAZIONE CIDIF    M-DIS     ME.PE    PARRINI   PIERONI   PRESS-DI)
Perciò ho chiesto a chi l'ha scritta e firmata se potevo diffonderla. Intendevo parlarne qui, e mandarla anche ad altri siti e blog, per parlarne assieme. 
questa edicola ha bene in vista la parola: progresso!
Ma ho sempre molte cose da fare e dunque la giornata di oggi mi è scivolata sulla tastiera. 
Poiché Bottero è un giornalista informato e ha buoni informatori, questa lettera l'ha già pubblicata lui sul suo sito e con un commento che mette bene in luce le difficoltà editoriali attuali. Al che mi sento un poco fessa a parlarne ancora. Che dire di più, evitando ripetizioni ma essendo però chiara?
Vabbene, pubblico la lettera e poi vi dico le cose a modo mio.
Perché la lettera va diffusa, e bisogna parlare di questi problemi.


Roma, 7 Maggio 2012

Gentili Signori,

rappresento un piccolo distributore nazionale di stampa periodica specializzata e traggo spunto dalla comunicazione dello Snag Nazionale del 24 Aprile u.s., che smentisce gli accordi locali del 19 Aprile u.s. con il DL New Eagle Press di Roma, per manifestare tutto il mio scoramento per una situazione nazionale non più sostenibile.

Sono scoraggiato perché l’accordo del 19 Aprile u.s. con il dl non mirava certo a modificare una legge, ma l’ho interpretato come un lodevole tentativo, di tutte le parti interessate, a governare una problematica gigantesca qual è, appunto, la resa anticipata.

Sono scoraggiato perché a tantissimi clienti editori, ai quali cerco di trasmettere giornalmente fiducia ed ottimismo, non riesco ad offrire più certezze sulle modalità operative della distribuzione sia delle edicole che dei distributori locali, ma soprattutto non riesco ad offrire soluzioni.

Sono scoraggiato perché tantissimi lettori di riviste specializzate, nonché clienti dell’intera filiera, telefonano lamentando di non trovare più la propria rivista anche presso l’abituale rivendita.

Sono scoraggiato perché molti piccoli e medi editori hanno chiuso molte testate periodiche e si accingono a chiuderne altre a breve.

Sono scoraggiato perché non capisco il motivo per cui questa editoria specializzata distribuita da tutte le aziende di distribuzione nazionale, pur rappresentando nel 2011 nel canale edicola un volume di affari (venduto a prezzo di copertina) di circa ottocento milioni di euro (su un valore complessivo della stampa di circa tre miliardi di euro), sia percepita talvolta  “minore“ e  “fastidiosa“.

Scusate lo sfogo, ma non sono più disposto a tacere, ad osservare quanto poco o nulla si faccia nelle sedi competenti per risolvere i problemi evidenti che tutti lamentano: edicole, dl, dn ed editori.
Ho l’obbligo di rappresentare il sentir comune di moltissimi clienti editori, tutti preoccupati che il tempo delle chiacchiere, del dire e non dire è scaduto: chiedono velocemente poche regole chiare e realizzabili con l’accordo dei rivenditori e dei distributori locali e nazionali.

Sono qui per offrire il mio piccolo contributo con due concrete proposte:
·      disponibilità ad un maggior aggio verso i rivenditori che investono sull’attività riqualificando il punto vendita in strutture, tecnologia e servizi;
·      fornitura in conto deposito, anche per i mensili, con l’impegno dei rivenditori a non restituire anticipatamente il prodotto ricevuto.

Grazie per l’attenzione.
 Cordiali saluti.
Guglielmo Russo

Questa lettera evidenzia una scarsa e pessima regolamentazione a difesa in primis degli editori che vanno in edicola (ovviamente i più piccoli, quando mai i potenti soffrono di qualcosa?), non solo di fumetti, s'intende, ma anche dei distributori (quanti hanno chiuso in questi anni? Molti, non solo il colosso citato da Bottero, ma anche moltissimi distributori locali, che sono quelli che portano fisicamente agli edicolanti le riviste). È una difesa anche delle edicole, sebbene si ponga "contro" la pessima abitudine di molti edicolanti di fare la resa anticipata. In parole povere di restituire le riviste prima di aver provato a venderle, sapendo che non sono riviste di grande vendibilità. 
So che molti edicolanti sono persone ben informate e probabilmente ci leggono (come leggono il blog di Scuola di Fumetto) a loro il primo appello: raccontateci che cosa succede dalla vostra parte della barricata. La resa anticipata distrugge il piccolo editore che ci prova con un nuovo prodotto, migliaia di copie vengono stampate per nulla... 
D'altra parte anche l'edicolante avrà motivazioni, che vanno capite e risolte insieme.
QUI trovate un post sulla legge che renderà, in parole povere, legale l'uso della resa anticipata che prima era un sotterfugio fatto di nascosto.  

Volevo legare a questa lettera la lettera di un libraio.
Ma la rete ha le sue leggi non scritte, e il post diventerebbe lungo e illeggibile.
Perciò DOMANI posterò un nuovo articoletto, per dare la voce a un altro aspetto di polemiche, problematiche e crisi.
E quando ci si muove con lettere pubbliche significa che ci si mette in gioco e che la situazione scotta.
Internet è la nuova statua di Pasquino, dove appendiamo i nostri messaggi:
È importante però che questa lettera giri. 
Per questo, nonostante fosse già uscita oggi su un altro sito, mi sono sentita di ripubblicarla. 
Chi diffonde notizie importanti dovrebbe divulgarla, commentarla se crede, spiegarla se può farlo, ma comunque diffonderla.
È vero, il fumetto non è solo da edicola.
Se ci pensiamo anzi, molti più titoli oggi sono in libreria. E molte testate che uscivano in edicola sono scomparse. Ma in parte (in parte, perché il problema dell'edicola è vasto e complesso, risente del cambio dei tempi, di internet, della virtualizzazione dei mezzi di comunicazione, della crisi economica, dell'abbondanza di oggetti che la riempiono, extra giornali...) in parte le testate defunte sono defunte anche perché non si sta facendo una politica pro-edicola. Pro-editori, pro-distributori, pro-edicolanti.
E chi lavora bene spesso non è premiato.
Forse tra molti anni le edicole non ci saranno più, come i giornali di carta, ma se lavoriamo bene potranno trasformarsi, non in venditori di gondole e calendari (a Venezia), ma in fornitori di servizi di informazione e del cartaceo che rimarrà.
Ma oggi siamo oggi. È quello che si chiede non è la salvezza dei dinosauri... ma il divieto di caccia libera per specie che andrebbero protette... 
non siamo Bolotti Occidentali (per chi si ricorda la Brétécher)
siamo animali che lottano per vivere come potrebbe essere possibile. Anche cambiando, evolvendoci, senza azzannarci.

Questa è la mia statua di paquino, ma ce ne sono tante altre, più diffuse e autorevoli. Per favore Afnews, Spazio Bianco Cartoonist globale e tanti altri, duplicate e dite la vostra. Parliamone. Anche le statue parlano, e noi no?