Un breve post, dopo troppi giorni di silenzio.
Un breve post per buttare un sasso nello stagno.
Forse pensando che il fumetto può cose che voi mortali non potete immaginare.
Ma la partenza è una notizia che non riguarda il fumetto.
La trovate qui, il succo è che Il nuovo Louvre di Lens, nel nord
della Francia è una ''folle scommessa'' da tutti i punti di
vista - politico, territoriale, artistico e architettonico un esempio riuscito di
decentralizzazione e di valorizzazione di un territorio passando
per la cultura. Il nuovo Louvre sorge infatti in una delle
regioni piu' povere di Francia, tra le piu' colpite dalla
disoccupazione (al 16%), e sui luoghi di una vecchia miniera di
carbone. Ad accogliere il giorno dell'inaugurazione Francois Hollande, nel
grande atrio centrale, c'era anche un
gruppo di ex minatori, vestiti con caschi e abiti da lavoro.
Da qui si apre una parentesi, una coincidenza fumettistica. Un fumetto su Marcinelle, dove più di 200 minatori morirono nel 1956, in un incendio. E la parentesi la chiudo pensando a queste buffonate di rappresentanza, ai minatori piazzati là nell'atrio a fare coro popolare e plauso al ministro. Qui potete leggere se sapete un po' il francese, qualcosa su questo fumetto, che sta facendo Serge Salma, fumettista e figlio di minatore italiano emigrato in Belgio nel dopoguerra.
Ebbene il senso è un altro:
luoghi diversi possono dare spazi a musei? I musei possono dare nuova vita a luoghi dimenticati?
E musei diversi possono dare nuova vita ai musei e a nuovi spazi?
E sì, non dimentichiamo che mentre le mostre sono molto popolate di visitatori, pochissimi italiani visitano i musei.
Forse c'è qualcosa da cambiare nelle strutture e nelle politiche museali, e molto anche sta a educazione e comunicazione.
Ma perché il fumetto non potrebbe essere questo ariete che sfonda muri e collega spazi diversi?
Con Scuola di Fumetto, siamo strettamente legati al MUF di Lucca, siamo peraltro amici anche con il WOW! di Milano... che cosa si può fare oggi per musei e fumetto? e cosa possono fare i musei per il fumetto e viceversa?
Si accettano idee.
lunedì 17 dicembre 2012
Musei, luoghi, persone
mercoledì 5 dicembre 2012
Il fumetto esce!
Ci chiamiamo ComicOut mica per niente.
Ci piace dichiararci e dire: sì, facciamo e leggiamo fumetti!
Il fumetto esca fuori dal nostro giro di nerd o di raffinati intellettuali o di pigri ricordatori di infanzie. Il fumetto venga dato in pasto alle belve che guardano, leggono e fanno altro che fumetti.
Ci piace dichiararci e dire: sì, facciamo e leggiamo fumetti!
Il fumetto esca fuori dal nostro giro di nerd o di raffinati intellettuali o di pigri ricordatori di infanzie. Il fumetto venga dato in pasto alle belve che guardano, leggono e fanno altro che fumetti.
Vai a vedere mostre di pittura? Giochi ai videogames? Ti fai
di film al cinema o scaricati al computer? Leggi su carta e ora pure gli ebook?
Allora c’è sicuramente il fumetto per te, il problema è che occorre saperlo.
Che tu sappia e possa scegliere, che tu non veda il fumetto come un elemento
alieno.
Oggi Claudio Calia postava questa foto (pro domo sua, ma a
fini educativi), diceva il testo: “come dovrebbero stare i fumetti in libreria:
tra i libri”. E infatti così dovrebbero stare.
E i fumettisti potrebbero fare i fumettisti, ma anche andare in giro, a tener conferenze e corsi, a
disegnare come spettacolo, a essere intervistati su spazi non solo
specializzati.
Avere successo grande come autori.
Qualcosa così bello accadde a Gipi, pochissimi anni fa.
Poiché però ci sono patimenti al mondo, Gipi dopo aver guidato le folle a scoprire
un fumetto che potevano leggere (sì, come Maus o Persepolis) e a presentare
l’autore come, non dico una star (cosa che propone sempre Roberto Recchioni, a
ragione, però restando in un ambito fumettistico) ma un personaggio.
Sì,
Gianni Gipi Pacinotti stava facendo fondere il fumetto nel grande mare dei
libri e del racconto… poi fece un film, e allora rientri in altro spazio,
pubblico infedele, e autore cangiante (ognuno fa le sue scelte, ma quelle
giuste per dare slancio all’estro di Gipi forse al fumetto non hanno giovato).
Oggi accade con Zero Calcare.
Autore da centri sociali, da
sperimentazioni editoriali, da prime autoproduzioni, da rete e blog, da editore
di media taglia ma abbiente, che può, da bravura e da coincidenze, e così nasce un
nuovo Autore Portatore Sano di Fumetto.
Un autore che fa comic-out, lo dichiara, lo disperde, lo
diffonde, lo fa leggere a tanti.
Non abbandona la sua base fedele, non abbandona il suo
pubblico nato dai lunedì in rete, e ne attira di nuovo.
Magia di marketing? Di ufficio stampa? In ogni caso magia
dell’autore, senza dubbio.
Autore che si prende le sue pause quando gli serve, o sforna
un libro sudandoci un’estate quando lo promette.
Magia del fumetto, che ogni tanto spacca!
Zero Calcare l’abbiamo intervistato qualche mese fa su
Scuola di Fumetto, per il n. 82.
Zero Calcare chi va al bar stamattina a Roma se lo poteva
trovare (e lo troverà nei prossimi giorni) in una delle due copertine de ilRomoletto, free magazine che più di altri è attento alla cultura, film o
spettacoli o altro. Ma un free magazine che si dovrebbe sfogliare bevendo il
caffè, pucciando il cornetto, per trovarci spettacoli e bar e trattorie…
L’articolo è interessante. Fatto bene e di parte. L’intervista
(doppia) a Zero e a Valerio Mastrandrea, fatto da Oscar Glioti, si affianca a
una storia di Zero (la conoscerete, è vecchiotta ma esilarante), e il fumetto
esce fuori.
Capiterà tra mani che non conoscevano ancora, nonostante il
successo, Zero Calcare e i suoi fumetti, forse sarà qualche altra copia venduta, nuovi lettori
del blog, ma quel che più conta è che il fumetto non sarà più un’etichetta
astratta per molti di loro.
Il fumetto può fare questo.
Non ce ne voglia Zero se lo stiamo caricando di molta
responsabilità, Gipi sa quanto pesa.
Ma questo è un post di “grandi speranze”, ma concrete.
Il
fumetto può.
Occorre saperlo fare, saperlo diffondere anche. Ma non è roba da
marketing e basta, l’Opera conta e l’Autore.
Ai fini del fumetto ci piace molto questo il Romoletto che
già prometteva bene.
Buon fumetto a tutti, e cerchiamo di diffondere, in tanti
modi possibili. Basta farlo bene.
Tornando dalla Francia.
Un weekend a Parigi ė. Bello a prescindere. Incontrare poi amici dispersi o conosciuti attraverso la rete rende il viaggio anche più piacevole e interessante. Ma sono stata a Parigi per i fumetti e questo ha un senso. Dal treno e senza tutta la rete di materiali e rimandi non me la sento di approfondire il discorso su quello che è stato e i ragionamenti che ne possono derivare.
Qualche appunto però si può condividere anche da ora.
Il SOB non era una manifestazione come le pensiamo nel mondo del fumetto, non fiera, non mostra. Un piccolo convegno intimo fra studiosi e critici del fumetto, qualche ospite internazionale (per l'Italia Matteo Stefanelli) e molti francesi, saggi, enciclopedici o didattici i analitici o divulgativi, delle tavole rotonde nel giardino d'inverno di un ristorante il cui patron è docente e coordinatore delle scuole di arti decorative, mentre il resto avviene in una galleria d'arte che ama i fumetti. In fondo che altro? Un incontro, un modo di scambiare parole, ma in un paese in cui le vetrine delle librerie espongono gloriosi vecchi e nuovi fumetti e, nell'attesa del Natale i rifornimenti si fanno a pile alte come un adulto del nord.
Siamo tra chi legge fumetti diversi, ora anche tanti manga, e dove giovani studenti di fumetto vengono ad ascoltare questi signori non troppo giovani e molto specialistici. Ma non siamo in un altro mondo. Dunque tutto è possibile se ci fantastichiamo su. Che noi di ComicOut un po' di fantasia l'abbiamo e pure voi che ci leggete.
A presto con ragionamenti, resoconti e filmati.
Qualche appunto però si può condividere anche da ora.
Il SOB non era una manifestazione come le pensiamo nel mondo del fumetto, non fiera, non mostra. Un piccolo convegno intimo fra studiosi e critici del fumetto, qualche ospite internazionale (per l'Italia Matteo Stefanelli) e molti francesi, saggi, enciclopedici o didattici i analitici o divulgativi, delle tavole rotonde nel giardino d'inverno di un ristorante il cui patron è docente e coordinatore delle scuole di arti decorative, mentre il resto avviene in una galleria d'arte che ama i fumetti. In fondo che altro? Un incontro, un modo di scambiare parole, ma in un paese in cui le vetrine delle librerie espongono gloriosi vecchi e nuovi fumetti e, nell'attesa del Natale i rifornimenti si fanno a pile alte come un adulto del nord.
Siamo tra chi legge fumetti diversi, ora anche tanti manga, e dove giovani studenti di fumetto vengono ad ascoltare questi signori non troppo giovani e molto specialistici. Ma non siamo in un altro mondo. Dunque tutto è possibile se ci fantastichiamo su. Che noi di ComicOut un po' di fantasia l'abbiamo e pure voi che ci leggete.
A presto con ragionamenti, resoconti e filmati.
mercoledì 28 novembre 2012
UN APPELLO IMPORTANTE
Dove vanno a finire i lavori dei disegnatori? Gli autori? Gli scrittori di storie?
Spesso si disperdono in vendite a colezionisti, poi divisi a brani, la memoria dei lavori di qualche anno fa sta nei libri, negli e-book, anche nella rete.
Essere autori non è un lavoro facile. Il fumettista dà poco peso alle sue oper passate, le diseperde.
Il suo lavoro importante è sempre quello nuovo, quello recente, quello futuro.
Le pagine originali spesso non le ha più, le ha vendute per arrotondare guadagni non lautissimi.
Ci sono grandi autori di fumetto che hanno sparso al vento, ad amici, a redazioni, ad acquirenti i loro lavori, ma continuano a disegnare con piacere. E però con fatica.
L'età non aiuta lo stare chini su un tavolo, anche se il disegno è passione.
Ci lamentiamo per pensioni ora troppo portate avanti per età, ma chi disegna e scrive non smette mai. Non poggia facilmente la penna.
Renzo Calegari non la poggia. Diviso tra il fumetto e il suo lavoro in politica continua a darsi all'uno e all'altro, nella sua Chiavari, dove aveva fondato una scuola di fumetto.
L'abbiamo intervistato pochissimi mesi fa sulla nostra rivista «Scuola di Fumetto», oggi, rimasto vedovo, si sente più fragile, anche se sostenuto da tanti colleghi e amici.
E nel diritto di farsi aiutare con la legge Bacchelli, che garantisce agli uomini di arte e cultura un'anzianità sostenuta dallo stato e dignitosa.
L'arte di Calegari è stata un'arte popolare, ma d'autore. Un autore che ha sempre lasciato un segno personalissimo e che ha permesso di raccontare più a fondo i personaggi e le storie. Di far capire di più ai suoi lettori, con grande sensibilità non solo tecnica.
Scrivete a roberto.speciale@centroineuropa.it
Ne parla anche Andrea Leggeri in Scuola di Fumetto. Ma ne parlano un po' tutti i siti, da Afnews a Fumetto d'Autore a Cartoonist Globale. Creiamo un momento di unità nel nostro piccolo mondo, Renzo Calegari lo merita.
Firmiamo, uniamoci a tanti grandi nomi del comicdom, per garatire a un grande autore una vita serena, che gli permetta di continuare a disegnare, di continuare a farlo per noi.
Spesso si disperdono in vendite a colezionisti, poi divisi a brani, la memoria dei lavori di qualche anno fa sta nei libri, negli e-book, anche nella rete.
Essere autori non è un lavoro facile. Il fumettista dà poco peso alle sue oper passate, le diseperde.
Il suo lavoro importante è sempre quello nuovo, quello recente, quello futuro.
Le pagine originali spesso non le ha più, le ha vendute per arrotondare guadagni non lautissimi.
Ci sono grandi autori di fumetto che hanno sparso al vento, ad amici, a redazioni, ad acquirenti i loro lavori, ma continuano a disegnare con piacere. E però con fatica.
L'età non aiuta lo stare chini su un tavolo, anche se il disegno è passione.
Ci lamentiamo per pensioni ora troppo portate avanti per età, ma chi disegna e scrive non smette mai. Non poggia facilmente la penna.
Renzo Calegari non la poggia. Diviso tra il fumetto e il suo lavoro in politica continua a darsi all'uno e all'altro, nella sua Chiavari, dove aveva fondato una scuola di fumetto.
L'abbiamo intervistato pochissimi mesi fa sulla nostra rivista «Scuola di Fumetto», oggi, rimasto vedovo, si sente più fragile, anche se sostenuto da tanti colleghi e amici.
E nel diritto di farsi aiutare con la legge Bacchelli, che garantisce agli uomini di arte e cultura un'anzianità sostenuta dallo stato e dignitosa.
L'arte di Calegari è stata un'arte popolare, ma d'autore. Un autore che ha sempre lasciato un segno personalissimo e che ha permesso di raccontare più a fondo i personaggi e le storie. Di far capire di più ai suoi lettori, con grande sensibilità non solo tecnica.
Scrivete a roberto.speciale@centroineuropa.it
Ne parla anche Andrea Leggeri in Scuola di Fumetto. Ma ne parlano un po' tutti i siti, da Afnews a Fumetto d'Autore a Cartoonist Globale. Creiamo un momento di unità nel nostro piccolo mondo, Renzo Calegari lo merita.
Firmiamo, uniamoci a tanti grandi nomi del comicdom, per garatire a un grande autore una vita serena, che gli permetta di continuare a disegnare, di continuare a farlo per noi.
sabato 17 novembre 2012
COSE NOSTRE: SCRIBA E VMV
Dicevamo che Lucca Comics and Games è stata utile per conoscervi meglio, per farci conoscere meglio, visto che in fondo non abbiamo ancora compiuto un anno e acquisito SdF e alcune collane da un altro marchio.
Ma ComicOut ha una sua identità nuova e personale, e ogni giorno la scopriamo di più viva e aperta.
Ieri c'è stato un importante e piacevole incontro con varie scuole di scrittura (scrittura in ogni ambito, dal romanzo al videogioco) a Bologna, organizzato da Finzioni e dall'università: Scriba Festival.
Ancora oggi e domani incontri con autori e con le varie forme di scrittura.
Noi c'eravamo, apresentare la nostra Scuola di Fumetto Online, tra parentesi l'unica tra quelle presenti a Bologna a non lavorare solo sul territorio e con insegnamento frontale, il che penso ci porterà a collaborare in modo nuovo.
Intanto a dire che c'eravamo davvero eccovi Carlo Lucarelli (tra i fondatori della Bottega di scrittura bolognese) con il programma di Scriba e nel Salone che accoglieva l'apertura del Festival...
per i fumetti invece oggi c'era Makkox, ma il programma è folto di eventi.
Parliamo dunque anche fuori dal fumetto.
D'altra parte il fumetto è una cosa seria ed esce da schemi e ripostigli dove si tend a cacciatrlo.
I lettori e lettrici di Valentina Mela Verde, spesso il fumetto in generale, l'hanno abbandonato crescendo, ma ecco che lo ritrovano nel personaggio amato a lo passano ai figli, che vi si appassionano.
Il fumetto e la lettura sono eredità e scambi, come la cultura, che si passa per vicinanza e affinità.
Valentina Mela Verde è uno di quei personaggi che ha saltato la separazione di letture tra i sessi e ora unisce generazioni.
Un personaggio che oggi, a 40 anni dalla sua vitasul Corriere dei Piccoli e poi sul Corriere dei Ragazzi, affonta, per mano sorniona della sua autrice, Grazia Nidasio, lo stesso simbolo del fumetto italiano, Sergio Bonelli.
Chi avrebbe il coraggio di polemizzare con il più grande e amato editore, recentemnte scomparso? Valentina/Grazia può, perché il fumetto è fatto per discutere, combattere ed evolversi, non per tranquilizzarci e farci dormire!
Per trovare Valentina MV potete visitare il sito ComicOut, tornato a funzionare perfettamente, benché ancora sottoposto a revisioni, con info sull'attività della nostra Associazione Culturale, libri, corsi, web e altro ancora.
Ma ComicOut ha una sua identità nuova e personale, e ogni giorno la scopriamo di più viva e aperta.
Ieri c'è stato un importante e piacevole incontro con varie scuole di scrittura (scrittura in ogni ambito, dal romanzo al videogioco) a Bologna, organizzato da Finzioni e dall'università: Scriba Festival.
Ancora oggi e domani incontri con autori e con le varie forme di scrittura.
Noi c'eravamo, apresentare la nostra Scuola di Fumetto Online, tra parentesi l'unica tra quelle presenti a Bologna a non lavorare solo sul territorio e con insegnamento frontale, il che penso ci porterà a collaborare in modo nuovo.
Intanto a dire che c'eravamo davvero eccovi Carlo Lucarelli (tra i fondatori della Bottega di scrittura bolognese) con il programma di Scriba e nel Salone che accoglieva l'apertura del Festival...
per i fumetti invece oggi c'era Makkox, ma il programma è folto di eventi.
Parliamo dunque anche fuori dal fumetto.
D'altra parte il fumetto è una cosa seria ed esce da schemi e ripostigli dove si tend a cacciatrlo.
I lettori e lettrici di Valentina Mela Verde, spesso il fumetto in generale, l'hanno abbandonato crescendo, ma ecco che lo ritrovano nel personaggio amato a lo passano ai figli, che vi si appassionano.
Il fumetto e la lettura sono eredità e scambi, come la cultura, che si passa per vicinanza e affinità.
Valentina Mela Verde è uno di quei personaggi che ha saltato la separazione di letture tra i sessi e ora unisce generazioni.
Un personaggio che oggi, a 40 anni dalla sua vitasul Corriere dei Piccoli e poi sul Corriere dei Ragazzi, affonta, per mano sorniona della sua autrice, Grazia Nidasio, lo stesso simbolo del fumetto italiano, Sergio Bonelli.
Chi avrebbe il coraggio di polemizzare con il più grande e amato editore, recentemnte scomparso? Valentina/Grazia può, perché il fumetto è fatto per discutere, combattere ed evolversi, non per tranquilizzarci e farci dormire!
Per trovare Valentina MV potete visitare il sito ComicOut, tornato a funzionare perfettamente, benché ancora sottoposto a revisioni, con info sull'attività della nostra Associazione Culturale, libri, corsi, web e altro ancora.
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martedì 13 novembre 2012
Tutto ok... si fa per dire
Nel senso che il nostro sito è ora perfetto! Paolo ha sconfitto il male e lo ringrazio! :)
Attorno a noi invece le cose non vanno così bene. O forse saranno un segno di possibilità future?
Non lo so, ma dopo aver notato una Padova che chiudeva e affittava e vendeva negozi, a Roma vedo interi cartelloni che urlano vendesi alle case, e poi a Milano crolli verticali di vendite abitazioni.
Mi chiedo.
Perché comprare i fumetti se non si ha un tetto?
O forse il tetto si potrà avere se costa tanto meno.
Nel cambiamento la forza, anche quando il cambiamento pare crollo.
La forza della vita sta nelle trasformazioni, nel respiro, nel movimento.
Così i fumetti e il mondo altro vivono se cambiano.
Non è un guerresco chi si ferma è perduto, è il senso biologico ed evolutivo.
Oggi è girata una notizia, o meglio una protesta di autori, l'ho letta nel documento francese e poi l'ha ben diffusa afnews.
Qui.
Riassumendo, se una Grossa Casa editrice, compra un'Importante Casa editrice garantendone la vita e la gloria sono tutti contenti (e probabilmente già sbagliano), ma se poi la Grossa Casa editrice annuncia che venderà l'Importante Casa editrice... allora son lacrime e sangue, e se il direttore che seguiva tutta la produzione a fumetti bella e importante se ne va, allora si ergono i fumettisti importanti e meno e protestano. E questo è bello.
Perché se la stessa cosa succede con una Grossa Agenzia pubblicitaria nessuna cliente se ne frega, e se invece succede con una Grossa Fabbrica di auto a protestare sono solo migliaia o centinaia di operai che contano quanto un due di picche. Signori la vita è questa e il fumetto è dentro la vita.
Cosa dobbiamo fare?
Intanto insospettirci quando i grrossi comprano i medi.
E questa è la lezione 1.
Per il resto a prossimi incontri su questo blog.
Per chi vuole invece saperne di più su di noi ComicOut, vi rilancio il sito e vi annuncio che noi vogliamo restare piccoli, ma crescere, da soli.
E ci stiamo armando. Almeno di fantasia.
Attorno a noi invece le cose non vanno così bene. O forse saranno un segno di possibilità future?
Non lo so, ma dopo aver notato una Padova che chiudeva e affittava e vendeva negozi, a Roma vedo interi cartelloni che urlano vendesi alle case, e poi a Milano crolli verticali di vendite abitazioni.
Mi chiedo.
Perché comprare i fumetti se non si ha un tetto?
O forse il tetto si potrà avere se costa tanto meno.
Nel cambiamento la forza, anche quando il cambiamento pare crollo.
La forza della vita sta nelle trasformazioni, nel respiro, nel movimento.
Così i fumetti e il mondo altro vivono se cambiano.
Non è un guerresco chi si ferma è perduto, è il senso biologico ed evolutivo.
Oggi è girata una notizia, o meglio una protesta di autori, l'ho letta nel documento francese e poi l'ha ben diffusa afnews.
Qui.
Riassumendo, se una Grossa Casa editrice, compra un'Importante Casa editrice garantendone la vita e la gloria sono tutti contenti (e probabilmente già sbagliano), ma se poi la Grossa Casa editrice annuncia che venderà l'Importante Casa editrice... allora son lacrime e sangue, e se il direttore che seguiva tutta la produzione a fumetti bella e importante se ne va, allora si ergono i fumettisti importanti e meno e protestano. E questo è bello.
Perché se la stessa cosa succede con una Grossa Agenzia pubblicitaria nessuna cliente se ne frega, e se invece succede con una Grossa Fabbrica di auto a protestare sono solo migliaia o centinaia di operai che contano quanto un due di picche. Signori la vita è questa e il fumetto è dentro la vita.
Cosa dobbiamo fare?
Intanto insospettirci quando i grrossi comprano i medi.
E questa è la lezione 1.
Per il resto a prossimi incontri su questo blog.
Per chi vuole invece saperne di più su di noi ComicOut, vi rilancio il sito e vi annuncio che noi vogliamo restare piccoli, ma crescere, da soli.
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| Alice in Wonderland di Miller Tanya |
E ci stiamo armando. Almeno di fantasia.
mercoledì 7 novembre 2012
Problemini transitori...
Il nostro sito, comicout.com , in questo momento (da ieri sera) è andato in palla e deve essere parzialmente ricostruito. Perciò abbiate pazienza. Il nostro Paolo ci sta sudando su... sarete ricompemnsati :)
GRAZIE
Per info sui corsi è attivo il sito ascuoladifumetto-online.com e il blog ascuoladifumetto-news.blogspot.com
Per i libri pazientate...
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